La musica Moderna
(1900-1945)
Alla fine dell'800 si arrivò ad un'ulteriore evoluzione
della musica tempi di Bach. I limiti dell'espressività
nella musica romantica erano stati superati estendendo il
cromatismo, vale a dire usando intervalli al di fuori della
scala diatonica: questo fu fatto per aumentare la flessibilità
delle armonie, e cosuò un distacco crescente dalla
tonalità d'impianto di un brano: la successiva evoluzione
non poteva essere altro che l'abbandono del sistema tonale,
basato sul sistema convenzionale di accordi maggiori e minori,
e l'adozione di un sistema innovativo.
L'influenza di Wagner, estesa oltre i confini germanici, pose
problemi che in ogni paese vennero risolti in modi diversi:
questo non coinvolse peraltro tutte le correnti musicali (come
la nazionalista, che proseguì nel XX secolo). Spesso
anche l'opera proseguì secondo una linea tradizionale,
come ad esempio con Giacomo Puccini e Umberto Giordano in
Italia. Poiché in Europa ed in America la musica popolare
perdeva interesse a favore della musica "leggera",
spinta dalla crescita tecnologica, il pubblico si distaccò
in parte dalle ricerche dei compositori del periodo, preferendo
la musica colta del passato o l'attuale musica leggera. In
Russia, nel frattempo, i progressi coinvolgevano personalità
come Stravinskij ed Aleksander Skrjabin (1872 - 1915). In
Francia ci fu una reazione a questi estremismi: alcuni autori
risolsero il problema della dilatazione dell'armonia rimanendo
nei canoni della musica francese.
Claude Debussy (1862 - 1918) compose invece
musica in cui accordi relativamente semplici venivano accostati
in modo insolito, tra l'altro usando spesso le scale a toni
interi per ampliare le possibilità della composizione
tonale. Queste tecniche vennero utilizzate nei lavori più
famosi di Debussy, come il Prélude à l'aprés
midi d'une faune del 1894, o La mer (1905), in uno stile da
lui stesso definito impressionistico. Definizione simile si
adatta bene anche ai lavori di Ravel (1875 - 1937), che incorpora
nella sua musica elementi esotici spagnoli, orientali ed anche
americani. Questa è una caratteristica della musica
contemporanea, oltre all'attenzione estrema verso il timbro
dei suoni.
Bartó in Ungheria, e Stravinskij in Russia, vennero
fortemente stimolati dai ritmi complessi della musica popolare
dei loro paesi, cosa che li portò alla poliritmia.
Oltre all'uso di metri insoliti, essi iniziarono ad accostare
battute scritte con metri diversi, imponendo anche soluzioni
complesse al di là della battuta stessa, facendo così
cadere gli accenti in posizioni assolutamente imprevedibili:
l'effetto è di grande dinamismo, tanto da rendere praticamente
monotona buona parte della musica colta dei secoli precedenti
.
Ovviamente la melodia, legata all'armonia, doveva subire gli
stessi cambiamenti, per cui in un tema venivano inseriti intervalli
insoliti, come pure irregolarità ritmiche, per cui
la melodia, libera dalle cadenze tradizionali, poteva spaziare
a piacimento
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